Il Parco di Colfiorito
Con i suoi 338 ettari il parco di Colfiorito è il più piccolo per superficie, dei parchi naturali dell’Umbria e si estende interamente sul territorio del comune di Foligno in provincia di Perugia. Il parco comprende un complesso di 7 conche tettonico-carsiche pianeggianti, denominate anche altipiani di Colfiorito, residuo di antichi bacini lacustri prosciugatisi nel tempo sia naturalmente che per bonifica dell’uomo, e queste costituiscono uno degli elementi naturali più interessanti dell’Appennino centrale non solo per particolari caratteristiche geomorfologiche ma anche per gli aspetti idrologici, storico-paesaggistici, paleo ambientali, botanici, zoologici e agronomici. La palude di Colfiorito, unico esempio di mantenimento annuale di acque in superficie, è stata dichiarata di interesse internazionale grazie alle ricchezze di specie vegetali e acquatiche e alle caratteristiche della sua torbiera che rendono la zona un habitat perfetto per l’avifauna. Compresi tra i 750 e gli 800 metri di quota i “piani di Colfiorito” sono delimitati da dorsali calcaree. Sulla vetta dei colli si trovano i “castellieri” modello di insediamento predominante della fine del X sec. a.C. alla conquista dei Romani. L’unico “castelliere” compreso nel territorio del Parco è quello di Monte Orve dove importanti reperti urbani (una cinta di mura in blocchi calcarei) e resti di necropoli testimoniano l’esistenza di una città umbra che conosciamo come Res Publicae Plestinorum. Quest’area fu sede di un municipio romano già nel 178 a.C. e la presenza romana sugli altopiani è collegata, oltre alla ricchezza delle acque e all’attitudine dei terreni alla coltivazione, dall’essere Colfiorito punto di incrocio dei più importanti percorsi che attraversano l’Appennino. Con le invasioni barbariche gli abitanti scapparono dalla città andando a rifugiarsi sulle alture presso gli antichi “castellieri”. Nel 1269 fu costruito il Castello di Colfiorito, ma la presenza architettonica e storicamente più importante è quella della chiesa di S. Maria di Plestia: il santuario sorge isolato alla confluenza di antiche strade e sui resti di un tempio romano. Della basilica paleocristiana interessante è la cripta fatta risalire al sec. XI divisa in cinque piccole navate da tre ordini di colonne sormontate da capitelli di reimpiego, spesso decorati con motivi geometrici. Gli scavi hanno riportato alla luce resti di edifici tardo repubblicani: foro, un tempio e altre costruzioni con pavimenti a mosaico. Sotto gli edifici romani sono stati ritrovati resti di un villaggio dell’età del ferro. La palude di Colfiorito si può visitare percorrendo sentieri tracciati lungo il perimetro che portano a osservatori da cui si può praticare il bird-watching essendo la zona un’ importante area di sosta dell’avifauna migratoria caratteristica degli ambienti umidi e quindi habitat ottimale per uccelli acquatici: airone cinerino, airone rosso, tarabuso, tarabusino, germano reale. Presenti anche il gufo reale e il gatto selvatico. Nel territorio oltre ai tradizionali cereali e formaggi si coltivano lenticchie e patate rosse. A quest’ultimo prodotto è intitolata una sagra gastronomica che si svolge in agosto.
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